F. Capra. I principi sistemici della vita. Edizioni Aboca, Sansepolcro 2024.

Prefazione 

Negli anni 20 del 900, a partire dalle scienze della vita, si affermò una nuova concezione del mondo. Non andava più inteso come una macchina composta da mattoni elementari, ma come una rete di relazioni. Nacque, così, il pensiero sistemico che chiarì come ogni sistema vivente (un organismo, un ecosistema, una società) è un complesso integrato le cui proprietà non possono essere ricondotte alle parti da cui è composto. Originano, infatti, nel sistema, delle proprietà emergenti attraverso il gioco delle relazioni tra le parti. Ad esempio, l’ecologia viene definita “la scienza delle relazioni tra gli abitanti della Terra”. Poi, negli anni 70 e 80, il pensiero sistemico si arricchì degli apporti della teoria della complessità. Alla luce di questi sviluppi. Oggi si deve riconoscere che nessuno dei gravi problemi che affliggono l’umanità, come le guerre, le disuguaglianze, i cambiamenti climatici, l’ambiente, le migrazioni, possono essere compresi in modo isolato. (Pascal: bisogna comprendere il tutto per comprendere le parti e bisogna comprendere le parti per comprendere il tutto). Si tratta di problemi interconnessi e interdipendenti che richiedono soluzioni sistemiche. E invece prevalgono le soluzioni settoriali che si concentrano su singole questioni.


 Capitolo 1 sulle reti 

  • La rete è lo schema organizzativo fondamentale che accomuna tutti i sistemi viventi. A ogni livello di osservazione la vita è una trama formata da sistemi viventi che interagiscono con altri sistemi viventi. Così le cellule interagiscono coi tessuti e i tessuti con gli organi che sono inclusi nella rete degli organismi. I nodi della rete, è più evidente per quelli più grandi, sono a loro volta reti.

 Le società oggi vanno viste come reti. Non si tratta tanto d reti di strutture, ma di reti di processi: reazioni chimiche nelle cellule, comunicazioni nelle reti sociali, processi nelle reti alimentari. 

  • Lo schema della rete non è imposto a un sistema vivente dal suo ambiente, ma è creato dal sistema stesso. La vita si auto-organizza. Vengono creati strutture e processi plasmati da leggi interne del sistema anche se il sistema dipende, per la sua sopravvivenza, da flussi di materia e energia che provengono dall’ambiente.


Capitolo 2 la vita è rigenerativa

Le reti viventi si rigenerano costantemente trasformando o sostituendo le proprie componenti. Coesistono stabilità e cambiamento. La rigenerazione opera a tutti i livelli dei sistemi viventi: al livello delle cellule, degli organismi pluricellulari, della vita sociale, in cui le relazioni sono costituite da comunicazioni che generano conoscenza, idee, significati, emozioni…. 


Capitolo 3 La vita è creativa 

La creatività va intesa come attitudine a creare nuove forme (a trasformare) in reazione a segnali che lo richiedono. Occorre creare le condizioni più favorevoli per l’apprendimento (un clima di fiducia, di reciproco rispetto e sostegno). Bisogna trovare un giusto equilibrio tra la creatività e la stabilità del progetto. Le attività di ricerca-azione sono un esempio emblematico della necessità di trovare un corretto equilibrio tra creatività e stabilità. 


Capitolo 4  La vita è intelligente 

L’intelligenza è la proprietà per cui si reagisce alle influenze ambientali. E’ una caratteristica della mente che è una proprietà emergente perché scaturisce dalla relazione tra corpo, cervello e ambiente esterno. Anche le piante sono intelligenti, con i loro centri di comando situati sulle punte delle loro radici e lo sono pure i funghi (sono i corpi fruttiferi), le cui cellule si sviluppano in lunghi filamenti (ife) che si ramificano e si incontrano con altre ife, fino a diventare una vasta rete sotterranea (micelio). 


Capitolo 5.

 I quattro principi sistemici della vita sono: la vita si organizza in reti e queste reti viventi sono intrinsecamente rigenerative, creative e intelligenti.